I materiali per le attività educative guidano studenti e docenti all’uso consapevole dell’AI generativa, valorizzandone il potenziale nell’apprendimento linguistico e nella lettura critica.
Ogni attività LIAlab unisce analisi del testo, uso consapevole dell’IA e obiettivi linguistico-letterari chiari, guidando studenti e docenti in un percorso critico, motivante e sicuro.
Per usare le risorse LIAlab, scegli un’attività, segui i passaggi, prova gli strumenti IA indicati e alterna lavoro individuale e discussione: Integra così l’IA in modo critico, guidato e sicuro per la classe.
Gli studenti imparano a collaborare con un chatbot per inventare un testo in lingua straniera (livello B1) in cui uno o più personaggi di un libro letto in classe vengono inseriti in una nuova situazione. Attraverso un mega-prompt, scrivono a turno brevi paragrafi con l’IA e possono richiedere, al momento opportuno, un finale, correzioni e feedback oppure l’unione del testo in un unico flusso.
Al termine, gli studenti rileggono e rielaborano il testo, definiscono obiettivi di miglioramento per la propria scrittura e riflettono in modo critico sia sulla rappresentazione dei personaggi sia sui limiti e le potenzialità dell’IA come supporto alla scrittura.
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Lavorando sulla creazione di copertine alternative, gli studenti imparano a riconoscere gli elementi tipici di una copertina (titolo, immagine, testo di presentazione, ecc.) e a progettare un nuovo layout che comunichi in modo efficace contenuto e atmosfera del libro letto. Assumendo il ruolo di una casa editrice che riceve un reclamo, sviluppano un’immagine e un testo di presentazione con l’aiuto di generatori di immagini AI e chatbot, esercitandosi a scrivere prompt precisi e a rielaborare criticamente i risultati.
Al termine, in una piccola “mostra” confrontano le proposte, votano la copertina più riuscita e discutono l’effetto delle nuove interpretazioni rispetto all’originale, riflettendo sulle scelte comunicative e sul ruolo dell’IA come supporto nella produzione di testi e immagini.
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Dopo la lettura, la classe entra nel romanzo dalla porta del personaggio: in gruppo si prepara un’intervista e si chiede a un chatbot di rispondere nei panni di Novecento. Le risposte vengono poi messe alla prova tornando al testo: cosa è coerente, cosa è inventato, cosa resta ambiguo? Da qui parte una controversy (dibattito strutturato) su una domanda centrale: esiste davvero un modo per convincerlo a scendere dalla nave? Tra argomentazioni, cambio di prospettiva e negoziazione, l’attività si chiude con un finale alternativo scritto collettivamente.  .
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Lavorando su un testo poetico, gli allievi imparano a servirsi in modo efficace dei chatbot per la traduzione di testi letterari dalla lingua straniera verso la propria lingua, confrontandosi con le potenzialità e con i limiti di questi strumenti. Il testo poetico è particolarmente adatto sia per la sua brevità, sia per le caratteristiche linguistiche e formali che rendono la sua traduzione più stimolante. Si può scegliere, come ulteriore sfida, un testo che contenga anche elementi vernacolari.
Attraverso il processo traduttivo, gli allievi analizzano a fondo le scelte linguistiche dell’autore e il significato del testo, arrivando a una migliore comprensione.
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Attraverso un percorso di ascolto, analisi e performance, gli studenti scoprono come una poesia non si costruisca solo con il significato delle parole, ma anche con la loro “musica”: ritmo, rime, pause, accenti e figure sonore (come allitterazioni e onomatopee). Dopo una prima lettura per comprendere tema e atmosfera del testo, sperimentano diverse modalità di resa orale servendosi di un generatore vocale (ad es. ElevenLabs) per ottenere un modello di pronuncia e intonazione, da confrontare con la propria interpretazione. Ogni studente registra la propria versione, poi in gruppo seleziona e motiva quella più efficace. Il confronto si amplia ascoltando anche una lettura d’autore e una lettura d’attore: con una griglia di valutazione mettono in ordine le quattro proposte, discutendo quali scelte vocali rendano più chiaro il senso e più forte l’impatto emotivo. In chiusura, rielaborano la registrazione per migliorarla e presentano la recitazione in classe, riflettendo su come l’IA possa supportare lo studio della lingua e dell’interpretazione senza sostituire sensibilità e intenzione espressiva.
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Un’immagine misteriosa appare in classe: è stata generata dall’IA a partire da una descrizione letteraria che gli studenti non hanno ancora letto. Il compito è raccontarla con parole proprie, scegliendo dettagli, atmosfera e punti di vista. Poi il testo diventa prompt e dà vita a nuove immagini: confrontandole, si vede subito quanto il linguaggio possa cambiare ciò che “si vede”. Solo alla fine si scopre l’originale dell’autore/autrice e si mette a confronto con le interpretazioni della classe, tra scelte riuscite, invenzioni dell’IA e sfumature che l’immagine non riesce a catturare.
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Un brano letterario può cambiare volto senza cambiare storia: basta spostare il mood. In questa attività gli studenti prendono un estratto e, con l’aiuto di un chatbot, lo fanno scivolare in atmosfere diverse (più leggere, più cupe, più misteriose…), per poi confrontare le versioni e capire quali scelte di parole, ritmo e immagini accendono emozioni diverse. Tra riscritture riuscite e “scivoloni” dell’IA, il testo diventa un laboratorio di stile: si sperimenta, si rivede, si affina e si impara a leggere (e scrivere) con più sensibilità.
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Il punto di partenza è un testo che sembra già pronto per essere cantato, ma nasconde scelte di senso, suono e stile. Gli studenti lo esplorano con l’aiuto di un chatbot per sciogliere passaggi complessi e coglierne tono e messaggio. Poi provano a riscriverlo in un’altra lingua senza “appiattirlo”: cercano parole che funzionino, tengano il ritmo e rispettino l’atmosfera. Con un generatore musicale trasformano la loro versione in un brano, sperimentando generi e interpretazioni diverse. L’ascolto collettivo e il confronto con l’originale chiudono l’attività, tra scelte creative, compromessi e riflessioni su traduzione e strumenti di IA.
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Per una scena del romanzo letto in classe, ogni coppia inventa la sua colonna sonora: non per “decorare” il testo, ma per farne emergere ritmo, tensione ed emozioni. Si parte dalle parole chiave della scena (personaggi, atmosfera, dettagli) e le si trasforma in scelte musicali (mood, genere, strumenti) fino a scrivere un prompt preciso per un generatore di musica (es. Suno). Poi si ascoltano tutti i brani come in un gioco: senza svelare le scene, la classe prova a indovinare quale momento della storia sta “suonando”. Il confronto finale tra musica e testo mette in luce quanto una colonna sonora possa cambiare la percezione di una narrazione e dove, invece, l’IA tende a semplificare o inventare.
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Una descrizione letteraria non è una “foto”: lascia spazi vuoti, suggerisce sensazioni e fa nascere immagini diverse nella testa di ciascuno. In questa attività gli studenti scelgono una sequenza descrittiva da un testo e provano a renderla visibile con un generatore di immagini, trasformando le parole in un prompt il più fedele possibile. Le immagini vengono poi condivise e messe a confronto: si nota subito cosa il testo mette davvero in primo piano, cosa l’IA aggiunge di sua iniziativa e quali aspetti (emozioni, metafore, giudizi) restano impossibili da “disegnare”.
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Ogni cultura ha le sue canzoni - ma come si può trasporle in un'altra lingua? In questa attività gli/le studenti traducono una canzone appartenente alla propria cultura in L2, la mettono in musica con l’aiuto dell’IA e registrano un annuncio in stile radiofonico per presentarla. Gli/le studenti si confrontano così con le sfide traduttive poste da questo particolare tipo di testo, riflettono sui riferimenti culturali che necessitano di spiegazione, ampliano il proprio vocabolario in L2 e lavorano sulla pronuncia.
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